sinistrimortali

Le tipologie di risarcimento da considerare in caso di incidente stradale mortale sono molteplici e comprendono:

  • I danni non patrimoniali, o morali, quando previsti dalla legge, e per coloro che siano legittimati, per un reale perturbamento subito;
  • I danni patrimoniali;
  • L’eventuale indennizzo per I.T. Per la durata del periodo antecedente al decesso, con le conseguenti spese mediche, ospedaliere, di trasporto, di esami specialistici, ecc.; le spese funerarie;
  • Il danno esistenziale

Danni morali
Il danno morale che spetta ‘iure proprio’ e cioè per proprio diritto ai parenti prossimi del defunto in un incidente stradale mortale è valutato attualmente secondo delle tabelle pubblicate dai tribunali italiani e varia a seconda di fattori che vanno dall’età del defunto, al grado di parentela, dal fatto di essere conviventi o meno al fatto di avere altri parenti in vita. Attualmente, un risarcimento morale medio per la morte di un figlio o di un genitore si aggira intorno ai 200.000 euro. Per quanto riguarda il danno morale ‘iure ereditatis’ e cioè per diritto di eredità acquisita dal defunto in un incidente stradale la giurisprudenza recente dichiara che gli eredi hanno diritto al risarcimento anche quando la morte sia sopraggiunta solo successivamente all’evento, purchè il soggetto deceduto abbia avuto la possibilità di percepire le conseguenze delle lesioni subite.

Danni patrimoniali
Se da un incidente stradale deriva la morte di una persona, il danno che ne consegue riguarda i superstiti che con la persona stessa avevano in atto rapporti economici attivi, indipendentemente dall’essere essi o meno gli eredi e semprechè per essi stessi il danno effettivamente esista. Il risarcimento spetta jure proprio e non jure hereditatis.

Ciò premesso, dovendosi tenere conto di tali rapporti di parentela, il danno di ogni avente diritto deve essere stimato non soltanto in base al presumibile reddito medio futuro del defunto se egli fosse rimasto in vita, bensì anche tenendo conto della parte del reddito stesso che egli avrebbe devoluto a ciascun avente diritto, in forza di obbligazioni o di disposizioni di legge in materia di alimenti.
L’indagine andrà quindi alla ricerca dei seguenti elementi di impostazione:

  • quale sarebbe stato il presumibile reddito futuro del defunto, se vivente, secondo la sua normale attività lavorativa per l’attendibile durata della sua vita produttiva;
  • quale parte di reddito il defunto avrebbe devoluto, se in vita e sempre in quanto capace di un reddito, a ciascuno degli aventi diritto, nei limiti dei rispettivi diritti o dei loro bisogni reali e nei limiti della possibilità di sopravvivenza di ciascuno.

Il reddito attendibile medio della persona deceduta si determina avendosi cura di non attribuire al deceduto una durata eccedente a quella corretta per l’esistenza della probabilità di premorienza, onde evitare che sul debitore si fatto gravare un onere non dovuto ed evitare quindi un ingiusto arricchimento degli aventi diritto, se tale durata possa influire sul risarcimento. Il lucro cessante si baserà sul reddito annuo percepito dal defunto al momento della morte.

Non sempre il reddito perduto nel caso di incidente stradale mortale può essere in concreto dimostrato; e allora, secondo la prassi consueta, l’accertamento della perdita viene fatto per tutti gli aventi diritto globalmente considerati, salvo addivenire alla ripartizione tra loro in base a concetti che questi esamineranno in privata sede.
Il defunto, se in vita, avrebbe devoluto ai propri congiunti soltanto una parte del proprio reddito, perchè altra parte, in rapporto alle proprie abitudini o esigenze di vita, non esclusi i divertimenti, egli l’avrebbe innanzitutto impiegata per se medesimo.
Un padre di famiglia, che abbia la moglie e un solo figlio, in genere consuma il 50% del proprio reddito per le sue personali necessità: mentre se avesse pià di un figlio, tratterrebbe per se attendibilmente 1/3 delle proprie entrate, devolvendo i 2/3 alla famiglia, anche se siano a suo carico altri congiunti.
Non conosciamo casi in cui la giurisprudenza abbia considerato che il defunto potesse aver consumato per se medesimo meno di un terzo del proprio reddito.
Uno scapolo che abbia a suo carico dei congiunti, non devolve ad essi più di 1/3 delle proprie entrate, essendo invece più attendibile che dia ad essi soltanto 1/5, o forse meno, specie se si tratti di soli genitori, i quali pretendono dal figlio, per istinto, il meno possibile. Se i congiunti dello scapolo sono in buone condizioni economiche, di massima è da escludere che egli devolva a loro beneficio parte qualsiasi del suo reddito.

In tutti i casi, per stabilire la quantità del reddito che il defunto avrebbe corrisposto ai congiunti, anche se sotto forma di alimenti, occorre esaminare le condizioni economiche di essi, quando non si tratti di moglie e di figli con i quali egli avrebbe avuto, senza dubbi di sorta, comunione di interessi. In caso di incertezza sull’ammontare dei redditi perduti, si ricade automaticamente nella necessità della determinazione equitativa.

Morte in incidente stradale di un bambino o ragazzo
Se la vittima dell’incidente è un bambino o un ragazzo, e cioè avente un’età ancora non adatta al lavoro produttivo, anche per il caso di morte si applica il concetto del differimento del reddito.
Bisogna cioè determinare quale reddito la vittima stessa avrebbe potuto dare, vivendo, agli aventi diritto, di massima ai soli genitori e ai fratelli, tenuto conto anche dell’esistenza di altri coobbligati verso di essi, a decorrere dall’inizio dell’attività fruttifera, e per quanti anni in rapporto alla presumibile durata corretta della vita fisica non fruttifera di essi medesimi.
Per correttezza, a semplificazione del calcolo si può prendere per base la media delle età dei due genitori, o l’età del più giovane, quando esista differenza notevole tra di essi.
Determinato il reddito di spettanza di ciascuno degli aventi diritto e la rispettiva durata, si procede alla capitalizzazione, considerando l’accumulazione dei redditi all’inizio dell’attività lavorativa presunta dal deceduto; ma, poichè il risarcimento viene corrisposto agli aventi diritto in anticipo rispetto a tale momento, il capitale in tal modo determinato deve essere scontato fino al momento della liquidazione.
Si attua, in sostanza, lo stesso procedimento indicato per il caso di I.P., applicando però diversi criteri per attribuire alla rendita figurativa un equo valore ed una giusta durata.

Ricordiamo che è possibile entrare in contatto con noi, senza impegno, per informazioni specifiche riguardo eventuali risarcimenti in caso di danni derivanti da incidenti stradali.

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